
Il cerchio di percussioni libero e spontaneo facilitato dai partecipanti stessi
Il Laboratorio Liberatorio nasce dall’idea che un gruppo possa trovare un proprio equilibrio sonoro senza schemi, senza ruoli fissi e senza una direzione prestabilita.
Entrare nel cerchio significa condividere un’intenzione: dedicare un’ora a costruire insieme un paesaggio ritmico autentico, in cui ogni contributo ha valore e ogni presenza influisce sulla qualità dell’esperienza.
È un momento che somiglia a un piccolo rituale, semplice e concreto, dove le persone portano qualcosa di sé e lo intrecciano con ciò che arriva dagli altri.
Il facilitatore è parte del cerchio, suona, ascolta, osserva: non guida dall’esterno ma contribuisce dall’interno, sostenendo il processo con la sua presenza e ricordando al gruppo, all’inizio, le regole che rendono possibile la creazione collettiva.
Ascolto, cura del volume, attenzione allo spazio tra le note, transizioni in cui la musica può spegnersi e rinascere, rispetto, libertà di espressione, uso della voce e del movimento.
Ognuno può scegliere e cambiare strumento, trovare la propria posizione nel flusso sonoro, contribuire alla coesione dell’insieme.
Il Laboratorio Liberatorio è un tempo condiviso in cui la musica prende forma attraverso l’auto‑facilitazione del gruppo.
Un’esperienza libera, intensa e partecipata, in cui il cerchio si costruisce mentre suona.
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